home page english text


JOHN CHOY
------------------------------

di Erica Battello



Quando hai cominciato ad avere interesse per la fotografia? Com'è iniziato tutto?
Tutto ha avuto inizio fin da quando avevo 14 o 15 anni e presi la macchina fotografica di mio padre, una Minolta, per un progetto di geografia. Da allora, sono stato fotografo della scuola (scuola secondaria) per eventi come il gala di nuoto o le giornate dello sport . Non ho frequentato l'università. Ricordo ancora il momento in cui, una sera, mentre stavo gironzolando intorno agli edifici dove ero impiegato come guardia di sicurezza prima del mio esame di livello avanzato, mi chiesi quale fosse il fascino di essere uno studente universitario? La mia risposta fu altro che giocare per la squadra di basket dell’Università, quelle cose accademiche o educative non erano di alcun interesse per me. Volevo essere un fotografo. Saltai anche uno dei fogli di quell’esame solo perché avevo deciso di andare ad una scuola di fotografia ma non un’università. Alla fine frequentai un corso di fotografia del Kwung Tong Vocational Trianing Centre di Hong Kong.

Quando hai cominciato a produrre fotografie per tuo interesse, in modo artistico?
E’ successo tutto dopo il 2002, dopo essere diventato freelance. Grazie alla mia esperienza riuscii a lavorare per i giornali del governo di Hong Kong e di Mingpao, lì scoprii che il mio interesse era per i luoghi e le persone a Hong Kong, ma non per l’aspetto tecnico o per l’affascinante natura della fotografia commerciale alla quale, precedentemente, pensavo di essere appassionato. Capii che la vita non poteva essere costituita solo dalla carriera, essa poteva essere la ricerca di radici. Non volevo fotografare nulla al di fuori di Hong Kong e questo era il mio progetto. Fotografare Hong Kong significa scoprire me stesso, perché la mia radice è a Hong Kong.

Hai partecipato alle mostre Immaginare Hong Kong e Città Flaneur: Social Documentary Photography. Puo dirmi qual è stata la sua esperienza per entrambe?
Prima di queste esposizioni, facevo foto per mio interesse personale, senza pensare che sarebbero state esposte in futuro. Nel 2008, presi in prestito soldi da un amico per comprare una stampante HP 44 pollici. Iniziai ad avere un piano sulla mia futura carriera di fotografo non commerciale. Pensai che acquistare un dorso digitale di HK$ 200K per sostenere la mia carriera fosse ridicolo, perché non usare meno soldi per investire in qualcosa con cui poter vendere ciò che stampavo sostenendo così anche ciò che era di mio interesse. Per fortuna e per coincidenza, la mostra mi ha fornito la piattaforma per testare quella mia idea ... sia tecnicamente che finanziariamente. Sono grato di aver incontrato questa opportunità nella mia vita.

Ogni volta che torno a Hong Kong per visitare i miei genitori, mi prende la voglia di andare in giro con la mia macchina fotografica e scattare foto, non dei nuovi edifici così cool di Hong Kong, ma più dei vecchi luoghi sconosciuti. Ogni volta che torno qualcosa è cambiato, un ristorante nel quale ero solita andare non c'è più e ect. E' un po’ triste. Ho notato che ultimamente il tema di molti fotografi e artisti di Hong Kong è la città stessa. Perché pensi sia così?
Questa è una domanda fuori dalla mia portata. Francamente, io sono po’ lontano dalla scena artistica, raramente aderisco o partecipo a mostre di altri artisti a HK. In qualche modo, sono un po’ autistico. Mi importa poco di ciò che sta succedendo sulla scena

Mi piace molto la tua opera su The Lower Ngau Tau Kok, Estate. In quel lavoro non si tratta solo scattare una fotografia di un luogo e poi andarsene. E’ un'esperienza che non tutti sono in grado di fare, il reale contatto con la gente e lo scoprire come la situazione sia veramente. Come hanno reagito i residenti quando eri lì a scattare fotografie? Erano disposti ad andare via da quel posto?
Come forse sai, questo progetto è stato originato da un posto di lavoro offerto dal Housing Authority Hong Kong. E se non fosse stato un lavoro, non sarei andato lì e non ci sarebbe questo progetto dal quale è uscito il libro. Lavorare su un progetto con persone non è stato facile, soprattutto in una comunità chiusa. Ho dovuto prestare attenzione al mio rapporto con loro come se fossi un assistente sociale. E, mentre aumentava la mia familiarità con loro, capivano che il mio stare all'interno della proprietà e tutto ciò che facevo riguardante la fotografia, non sarebbe stato strano. E, per quanto riguarda quelli che vivevano lì che ho incontrato, erano disposti a uscire poiché la condizione in cui si trovava la struttura era talmente vecchia e deteriorata che una nuova costruzione, era molto desiderata.

Nella tua opera Just another excersie, non avevi un progetto preciso in mente. A me è sembrato più un progetto tecnico. Perché ti sei interessato in realtà allo sviluppo, alla scansione e alla stampa delle tue fotografie? Trovo che sia una cosa bella e rara, perché noi vogliamo fare le cose il più presto possibile e il più velocemente possibile. Ma in realtà, entrare in una stanza buia e stampare le proprie fotografie è tutta un’altra cosa.Anche se questo progetto sembrava tecnico, ho pensato che la sua comunicazione artistica fosse sufficiente. Altre persone possono avere elaborazioni sul progetto di come “preservare gli alberi in un ambiente sempre più cementificato in Hong Kong”, qualsiasi cosa riguardante la conservazione suona come artistica. Tuttavia, questo non è il mio vero io. E, come ho già detto prima, il mio esclusivo soggetto di interesse è qualsiasi cosa riguardi Hong Kong. Quindi, al fine di non avere falsi componenti nella comunicazione è opportuno dire che è stato solo un esercizio. Per fare in modo che tutte le opere fatte da me coinvolgano la mia convinzione circa l’integrità artista. Penso che la pratica di vendita in edizione limitata in campo artistico e, specialmente, nella fotografia sia solo una trovata di marketing che non può essere monitorata e per questo non è veramente onesta. Per esempio, non tutti i fotografi possono fare come me che sto facendo tutto il lavoro da solo. Possono affidare all’esterno parte del loro lavoro o del processo di lavorazione e questo è sempre successo. Possono lasciare che qualcuno faccia la scansione della pellicola o stampi il lavoro o entrambe le cose. E soprattutto, al giorno d’oggi, quando la maggior parte delle stampe esposte sono stampe digitali, come possiamo dire e garantire che le stampe siano in edizione limitata quando i file sono passati da diverse mani. Quindi, io preferisco il regime di open edition e di numerazione sequenziale. E per promuovere e rafforzare questo schema “avere tutte le opere fatte da me” sarebbe il modo migliore e più sicuro. E, poiché la mia vita ha un limite, anche la stampa che io stampo è limitata. Inoltre, ho sempre legato la musica alla fotografia. Un’immagine, sia in digitale che su pellicola, è come una composizione per la musica. Per ascoltare la musica, abbiamo bisogno di qualcuno che la esegua. Come un concerto, una mostra è la piattaforma per il compositore di immagine per consentire al pubblico di leggere la sua immagine. La differenza è che sull’web vedi un’ immagine, ma attraverso la stampa in una mostra puoi leggere un’immagine. Penso a me stesso come ad un cantautore.

Da dove trai ispirazione?
Trovo ispirazione dalla musica e dalla lettura, ma non dal lavoro di un altro fotografo. Ascolto musica classica e tra i compositori le mie preferenze includono Bach, Mozart, Beethoven e Chopin. Ascolto anche jazz e mi piace il chitarrista Part Metheny. Per i libri, leggo preferibilmente libri cinesi. Ma se parliamo del libro che mi ha molto influenzato quello è "L'arte di amare" di Erich Fromm. Penso che se avessi il tempo per vedere il lavoro di altre persone (lavoro visivo), perché non utilizzare il tempo per svolgere il mio lavoro. Inoltre, ci potrebbe essere la possibilità di copiare il loro lavoro in modo inconscio. Anche il web è fonte per la mia ispirazione, in particolare gli argomenti relativi all’aspetto tecnico della fotografia.

9 maggio 2012
Copyright Intervistalartista.com - Tutti i diritti riservati


Jhon Choy è nato nel 1966 a Hong Kong

www.johnchoy.com