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SIMONE FAZIO
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di
Luca Panaro


Perchè fai quello che fai? … in arte s'intende.
P
erchè altrimenti non riuscirei ad avere un'esistenza "normale". Ho iniziato che ero talmente piccolo a tenere in mano matite e pennelli che mi risulta difficile immaginare la mia vita senza l'arte, e senza la pittura soprattutto. E' una questione di necessità.

Cosa vuoi comunicare?
L
a frustrazione e la disillusione che l'uomo vive giorno per giorno senza apparentemente averne via di scampo. Sono alla ricerca nervosa di un equilibrio che probabilmente non arriverà mai e le mie figure tradiscono in continuazione questo senso di vuoto e di ribellione che mi soffoca. La mia attenzione è focalizzata sul corpo umano (testa e corpo) che vive e si muove attraverso tutto questo portando sulla pelle e sotto la pelle i segni di questa continua aggressione che muta l'organismo sia fisicamente che psicologicamente. Mi attraggono tutti i comportamenti estremi perchè portano in se i segni evidenti di un rifiuto costante del modello di vita impostoci dal nostro tempo e dalle istituzioni. Ultimamente ho iniziato anche a prestare molta attenzione alle scritte sui muri: da sempre mi affascina la necessità di comunicazione (spesso violenta e polemica) che queste scritte hanno, e anche loro appartengono a quella sfera del rifiuto dei comportamenti "politically correct" che si possono riscontrare anche nei miei corpi.

Perchè i corpi e i volti?
Perchè sono i simboli distintivi della nostra umanità. Siamo fatti di carne e sangue, quindi nati con una data di scadenza, in un determinato periodo di tempo dovremmo riuscire a capire l'assurdo in cui siamo stati inseriti. Nell'era dell'informatica dove tutto è simulazione e virtuale, il corpo rimane il monito della vita vera (quindi della realtà) ed è l'involucro con il quale riusciamo a vivere fisicamente, a spostarci nello spazio, a incassare gli insulti e a compiere azioni.

Spiegami un po' le tappe che portano alla relizzazione del lavoro finito.
Parto dal presupposto che tutte le figure che compaiono nei miei quadri sono persone che conosco. Non credo che sia possibile per me lavorare bene con modelli improvvisati o scelti a caso. La conoscenza del modello rende meno difficile il rapportarsi ad esso pittoricamente. Lascio sempre un margine che decido di volta in volta tra quello che è il corpo e quello che io voglio dimostrare di quel corpo… non mi interessa la perfezione delle forme, preferisco una brutta deformazione che renda unico un particolare piuttosto che un armonia sterile e priva di interesse. Il mezzo fotografico è un passaggio e non una tecnica… sono autodidatta e per questo ho bisogno di continui riferimenti che non potrei carpire se lavorassi col modello in studio. Ho bisogno di fermare il corpo, di cristallizzarlo in un momento di luce e volume per poi riprenderlo e plasmarlo secondo il mio volere. Per quanto riguarda la tecnica pittorica invece, non avendo frequentato l'Accademia, applico strati su strati fino a quando non ho raggiunto un risultato soddisfacente. Rigorosamente pittura ad olio su tela.

Come utilizzi la fotografia?
Come ti dicevo la fotografia è per me un mezzo solo per avere riferimenti. Tanto tempo fa utilizzavo dei disegni fatti dal vero, ma l'esigenza di prendere dal reale (e accellerare i tempi di esecuzione) mi ha portato ad avvicinarmi a questo mezzo. C'è sempre molta differenza tra la foto di riferimento e l'opera finita.

Toglimi una curiosità, cosa pensi di noi critici? Non di me, ma della categoria in genere…
Guarda, come in tutte le cose, ci sono critici validi e critici meno validi. Certo sembra che ora il mondo dell'arte sia deciso da questa categoria che spesso tiene più presente la commerciabilità di un'opera piuttosto che la qualità e del lavoro che c'è dietro. Per andare d'accordo bisogna che si crei una simbosi, o meglio un'amicizia, così da rendere chiara ogni più piccola sfumatura del lavoro di entrambi!

Esprimi un desiderio per il 2006!
Spero di riuscire a comprare una buona macchina usata e di riuscire a mantenerla nonostante tutti gli aumenti di benzina e di assicurazione!

1 gennaio 2006
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Simone Fazio è nato nel 1980 a Modena