"AIRSTOP" 2001, olio su tela 65x45cm"PALLE" 2002, olio su tela 52x52cm



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GIUSEPPE RESTANO
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di
Luca Panaro



Osservando i tuoi quadri è inevitabile notare una forte componente fotografica che li contraddistingue. L'occhio che rivolgi al mondo, è un occhio allenato a guardare dentro al mirino della fotocamera, a scegliere l'inquadratura con attenzione, a giocare sulla sfocatura dei particolari e a bilanciare i colori con estrema cura. Come si inserisce la fotografia nella realizzazione delle tue opere pittoriche? Potresti farne a meno?

Nel mio lavoro uso la fotografia come strumento per dipingere, più precisamente per fissare con maggiore attenzione la visione del soggetto che suscita in me quel particolare tipo di emozione e che trasmetto attraverso una pittura eseguita con molta cura. Non sono in grado di asserire se potrei fare a meno della fotografia. Di essa conservo sulla tela solo quegli elementi ritenuti essenziali per il dipinto, in modo che l'opera si possa appropriare di una migliore sintesi formale. Così nascono i miei quadri, dalle atmosfere sfocate sottolineate dal fascino delle linee naturali dei soggetti, raffiguarati con armonia di colore.

La pulizia formale che traspare dai tuoi lavori, la tendenza ad isolare l'oggetto-soggetto scelto da tutto ciò che possa inquinare la minimale bellezza che gli appartiene, fa pensare a una tua parentela con il mondo della grafica pubblicitaria. Ti offende questo paragone oppure pensi che arte e grafica nel mondo attuale possano contaminarsi vicendevolmente?

Nel mio rapporto con l'immagine prevale sempre l'esigenza di conferire all'insieme una pulizia formale che nasce da un bisogno interiore - e dal modo stupito e giocoso con cui agisco rispetto alle cose che mi circondano - che desidero far rivivere nella mia pittura. Sicuramente sono affascinato da moltissime cose come la musica, il cinema, il racconto, la pubblicità e con essa la grafica, di cui apprezzo l'aspetto di sintesi che è la linea di forza del suo comunicare. In qualche modo la grafica coincide con le esigenze pittoriche che riflettono il mio modo di lavorare (pochi elementi e pochi colori). In ogni caso non disdegno affatto le contaminazioni, inevitabili nella vita contemporanea. Un lavoro di ricerca come il mio non può che misurarsi continuamente con altri strumenti di comunicazione, in considerazione del fatto che non esistono più delle nette linee di demarcazione.

L' arte contemporanea riscontra purtroppo una grande difficoltà nel comunicare il proprio messaggio. Spesso la responsabilità di questa mancanza di comunicazione con l'esterno, è di coloro che invece dovrebbero suggerire delle chiavi di lettura, utili alla comprensione della ricerca artistica del singolo. Pensi che i tuoi quadri siano facilmente accessibili al grande pubblico?

Ho sempre pensato di proporre quadri comprensibili, per questo preferisco dipingere soggetti che non trasmettano messaggi da decifrare ma che mostrino immagini note a chiunque. Sono per lo più oggetti che suscitano emozioni legate al piacere delle cose semplici, come una gomma da matita, una giostrina o un pallone da calcio. Oggetti che riguardano la memoria di tutti, e che una volta dipinti riescono a trasmettere emozioni, lasciando riaffiorare quei piacevoli momenti che toccano i cuori bambini.


Cupra Marittima, 20 settembre 2002
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Giuseppe Restano è nato nel 1970 a Grottaglie (TA)