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GIANLUCA ROSSI
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di
Fabio Bonetti



Nei tuoi lavori è evidente il legame profondo con l’arte popolare dell’Italia del sud, che cosa ti interessa di quella cultura?
L’arte popolare è un mondo vasto e complesso, canti, danze, teatro, strade da esplorare con cautela, il rischio è quello di essere convinti di conoscere il percorso per poi perdersi rovinosamente. Esiste, però, un filo comune, costante ed evidente, è quello del piacere del fare, quell’innata “manualità”che fa di ogni iniziativa un esorcismo potente; l’arte popolare ha una sua funzione ben definita, deve esorcizzare le paure, le delusioni e le incertezze che ci accomunano. Per me è qualcosa che portiamo nel dna, irrompe nei nostri discorsi, negli atteggiamenti, nelle scelte, è come un bambino “pestifero”che qualche volta bisogna tenere a bada.

In un tuo lavoro ci sono espliciti riferimenti a due recenti “opere” di Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, che ruolo giocano queste due icone?
Più che riferimenti la mia è stata una sfacciata citazione, il lavoro in questione è una rivisitazione delle famose formelle del Ghiberti, io ne ho fatto un teatro, semplicemente perché già lo erano, ho solo cambiato gli attori e la disposizione. Ne le “Tentazioni di Cristo” quali artisti possono essere più affascinanti e ruffiani di Cattelan e Beecroft?

Quali sono i tuoi riferimenti artistico-culturali del passato?
Penso che l’amare un artista piuttosto che un altro dipenda molto anche dall’età, ci sono amori infantili e matrimoni inossidabili. Ho ammirato molto l’espressionismo tedesco, la scultura di Brancusi e quella etrusca, il fenomeno Transavanguardia, ora amo leggere Roberto De Simone, Ernesto De Martino ed incantarmi d’innanzi alla sincera bellezza delle foto di Mimmo Jodice.

Che ruolo pensi abbia la scultura nel panorama culturale contemporaneo?
L’arte non concepisce più la differenza tra scultura e pittura, non esistono scultori o pittori, esistono artisti. Forse sarebbe meglio cercare di capire a chi si rivolge l’arte, quando un’opera contemporanea viene venduta a milioni di euro, la speranza di acquistarla, per un comune mortale, equivale a quella di ingaggiare Alex Del Piero nella propria squadra di calcetto!

4 agosto 2005
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Gianluca Rossi è nato nel 1981 a Caserta
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