Dal libro "il paesaggio come racconto geografico" 2003/2004
Dal libro "il paesaggio come racconto geografico" 2003/2004Dal libro "il paesaggio come racconto geografico" 2003/2004

 

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MIRKO SARACINO
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di
Fabio Bonetti



Nei tuoi lavori sempre presente un forte senso di spazio infinito, rarefatto, cos come sempre presente un orizzonte (un confine). Che ruolo giocano questi due elementi, apparentemente in contrasto, nei tuoi disegni?
Utilizzo l'orizzonte per tagliare lo spazio in due, quindi dividere l'alto e il basso. Questo procedimento mi aiuta (soprattutto nei lavori dove presente solo l'orizzonte) ad aumentare il grado di astrazione e a sua volta quello di spazio infinito necessario nei miei lavori.

Quale il motivo che ti spinge a lavorare prevalentemente con matite su carta?
La matita mi permette di analizzare quasi in un modo scientifico quello che faccio, inoltre riesco a penetrare di pi all'interno dei problemi strutturali della composizione. Il tuo lavoro mi sembra che nasca dal desiderio di "uscire fuori" (liberarsi), spalancare lo sguardo verso luoghi terre e popoli.

Che posizione pensi che abbia (o come vedi) il paesaggio nel mondo contemporaneo?
Il desiderio di aprire le prospettive molto forte, di abbracciare a trecentossessanta gradi le cose, le varie culture del mondo, i colori e in qualche modo, posso dire che penso a un paesaggio fortemente universale ma che in ogni singola persona debba essere diverso e che oggi pu avere un ruolo decisamente importante rispetto alla cultura artistica del momento.

"Il paesaggio come racconto geografico" il titolo di un tuo libro d'artista. Da che cosa nasce l'esigenza di portare avanti questo percorso parallelo?
Senz'altro dalla voglia di scoprire nuovi linguaggi, di scrivere la mia esperienza in modi apparentemente diversi. Il segno ad esempio l'elemento che caratterizza il libro, infatti sono stato sempre affascinato da questo linguaggio e dalla sua incredibile forza di raccontare cose, che non si possono dire con le parole o con le azioni. Scrivere con la pittura, per me, significa comunicare con le persone in un altro modo e in un altro mondo.

Pensi che ci sia un punto di contatto tra i due lavori?
Si, credo che il senso geografico sia l'anello di congiunzione. Apparentemente pu sembrare contraddittorio guardando i lavori, ma si tratta semplicemente di due geografie diverse: nei disegni in bianco e nero le luci diventano protagoniste e tracciano all'interno della rappresentazione elementi come, la temperatura, il peso, i colori dando all'immagine un carattere decisamente astratto. Inoltre si viene a stabilire un contrasto tra il percorso delle luci nello spazio e gli elementi che costruiscono l'immagine. Invece nel libro, il segno che stabilisce la geografia delle pagine, infatti l'elemento segnico mi permette di tracciare percorsi , arrivi, partenze e destinazioni impossibili che si riempiono di altri elementi significativi, come: messaggi, parole, spirali, frammenti di immagini, colori, numeri. Quindi si viene a definire una duplice geografia: una fatta di luci, l'altra di segni.

3 gennaio 2005
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Mirko Saracno nato nel 1976 a San Giovanni Rotondo (FG)
www.mirkosaracino.it